La mia prima volta in radio

La mia prima volta in radio

Da bambino, uno dei miei giochi preferiti era di fingermi un DJ. Negli anni 80 e a inizio degli anni 90, tra un Deejay Television e un Superclassifica Show (sì, il programma con la sigla del Telegattone), mi ritrovavo spesso davanti a un registratore a cassette a casa di mia nonna, giocando a lanciare canzoni, programmi, interviste, telecronache. 

Coinvolgevo anche mio fratellomio cuginoal tempo davvero piccoli, nella conduzione della "trasmissione", che vedeva me nei panni di Stefano Becchetto (parafrasando l'allora ben noto Claudio Cecchetto) come improbabile frontman. A loro erano invece stai assegnati gli pseudonimi di Davidino (in onore di Albertino) Diegorello (per richiamare Fiorello, famoso ancora oggi per le apparizioni televisive). Conservo ancora le musicassette con quei deliri improvvisati che poi riascoltavo fino alla nausea ridendo come un folle.

Di conseguenza, ero galvanizzato quando ho ricevuto la telefonata da parte di un'incaricata di Radio Venezia che mi ha chiesto di partecipare a una trasmissione dove avrei parlato della mia attività. Finalmente un sogno che si avvera, partecipare a una trasmissione radiofonica!

"Questa radio non è un albergo!"... o sì?

Durante la chiamata, vengo informato che la trasmissione non sarà in diretta ma sarà registrata. "Meglio", ho pensato in quel momento, "se per caso mi prende il panico totale un po' di editing risolverà il tutto. Poi chi lo sa se mi escono delle battute sconvenienti".

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O, ancora peggio, talmente poco sconvenienti da risultare noiose.

Verrà trasmessa in seguito, non mi precisano esattamente quando, e durerà dieci minuti. In più, avrò la possibilità di registrare un video dell'intervista che mi verrà fatta, che successivamente sarà pubblicato nei canali web della radio e sarà a mia disposizione per essere diffuso anche nei miei canali di comunicazione. A un prezzo, effettivamente, davvero allettante.
Accetto di buon grado e fisso l'appuntamento per la settimana successiva. In giornata mi arriva un sms con i dettagli dell'indirizzo dove mi sarei dovuto recare, e noto con stupore che si tratta di un hotel. In quel momento, ho pensato che fosse un espediente per raggiungere più agevolmente la location, magari un po' imbucata.

Arriva il giorno fatidico, mi sveglio con larghissimo anticipo rispetto a quanto dovrei, in modo da non mancare assolutamente l'appuntamento. Parto alla volta di Mestre, e intanto ripasso mentalmente cosa potrei dire per lasciare il segno. Penso a diecimila alternative di risposte che potrei dare a eventuali domande. Penso a quanto figo debba essere ritrovarsi dentro a una vera e propria emittente radiofonica, a quali attrezzature avrò occasione di vedere, all'ambiente vivo frizzante che mi aspetta.
Mi immagino già una stanza dove saremo io e il DJ, e dall'altra parte di un vetro un tizio che accende una spia con scritto "ON AIR" e fa un cenno della mano per il suo collega.

Purtroppo per me, le aspettative non vengono soddisfatte. Scopro infatti, giunto alla location, che la trasmissione non verrà registrata in radio, ma in uno spazio ricavato proprio dalla hall dell'hotel in questione. E' stato allestito il minimo indispensabile per la registrazione audio e video (addirittura usavano un mixer quasi uguale al mio) e il tutto si svolgerà in un clima molto simile a quello in cui io, di norma, registro i miei video.
Gran peccato. E io che già sognavo di ritrovarmi catapultato in una sorta di Good Morning Vietnam...

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Sono uno dei primi ad arrivare. Eh sì, non sono l'unico a dover essere intervistato quel giorno. Assieme a me ci sono, a memoria, altre 4 persone. Il set è stato allestito per avere la possibilità di registrare due interviste alla voltaInizialmente ero perplesso, poi in realtà non si rivelò un grande problema: non ci si dava fastidio a vicenda.
Una ragazza raccoglie i nostri dati e ci chiede se conosciamo altri nostri conoscenti interessati alla cosa. In questo momento ho la sensazione di essere finito a una dimostrazione della AMC, dove il succo sta soprattutto nell'ottenere altri contatti. Il che, per la metodologia utilizzata, effettivamente lo ricorda molto, ma dato che a tutti gli effetti l'intervista è gratuita e eventualmente si paga solo il video (che è completamente facoltativo), tutto sommato non è così fastidioso. Decido comunque di non fornire dati ulteriori, e rimandare a un secondo momento il passaggio di contatti.

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Magari se mi offrivano una provvigione...

Vengo accompagnato in un'altra stanza per la pre-intervista, dove verranno forniti i dati al DJ per procedere con la registrazione della trasmissione. Il tutto ha un sapore molto professionaleil che non mi dispiace in altri settori, ma in questa circostanza si rivela essere un po' freddo. Capisco però che, se si organizzano per avere decine di interviste al giorno, alla lunga il tutto diventi meccanico. Un po' come la differenza tra il salire sulle montagne russe e passare la giornata dire a un microfono "slacciate le cinture, l'uscita è sulla destra grazie".  Vengo informato che l'intervista verrà lanciata in radio in orario notturno. Anche qui, una mezza delusione, ma pazienza, avrò comunque un video da pubblicare che testimonierà l'evento tanto atteso. Effettuo subito il pagamento del video, e finalmente arriva il momento clou: si registra.

Si va in scena!

Finalmente arriva il momento tanto atteso. Vengo presentato al DJ, il cui nome purtroppo non lo ricordo. Come è infatti dimostrato, quando ci si presenta si presta più attenzione al proprio nome che non a quello di chi si sta presentando di fronte a noi.

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Salvo rare eccezioni

Lui è, comunque, bravissimo. Dopo due chiacchiere di rito per capire come funzionava il tutto, si inizia. E' stato emozionante: sentire una voce da radio provenire dall'interno delle cuffie e vedere davanti a te la persona che sta emettendo quella voce è stato pazzesco. In due secondi mi sono sentito a mio agio, grazie anche al suo modo di fare molto tranquillo e al suo incalzare. La paura di rimanere senza parole è svanita dopo pochissimo, la grande esperienza del ragazzo che avevo di fronte che mi incalzava alla fine di ogni mio discorso mi avrebbe permesso di parlare di me e del mio lavoro per ore. Snocciolo a ripetizione una serie di aneddoti e di esperienze varie, dal perché ho iniziato a suonare, alla mia passione per Dungeons and Dragons, al funzionamento della mia scuola, all'impostazione scorretta del mignolo.
Ma purtroppo, quei dieci minuti sembrano durare dieci secondi. Mi sto davvero divertendo un sacco, e vengo informato che il nostro tempo sta per scadere. Proprio come l'arrivo delle montagne russe. Saluti, qualche informazione ulteriore riguardo al materiale che mi verrà consegnato, e si torna a casa.

In attesa del video...

... devo dire comunque di essermi divertito davvero parecchio, in quei dieci minuti. Ho avuto la possibilità di sperimentare cosa significa essere intervistato, seppur in modo molto informale e gioviale. Ho apprezzato in prima persona quanto sia difficile il mestiere del DJ radiofonico: avere sempre la risposta pronta e incalzare un discorso per evitare i silenzi è un'abilità che non tutti possono vantare.
L'intervista è andata in onda domenica scorsadopo mezzanotte. Ero già nel mondo dei sogni quando è successo, ma spero che qualcuno l'abbia sentita. Anzi, se per caso mi hai sentito e stai leggendo questo articolo, fammelo sapere!

Chiaramente la realizzazione del tutto è stata meno romantica di come la immaginavo, ma non per questo poco piacevole. Mi ha permesso di mettere insieme due cose che adoro: la radio e il parlare di me e del mio lavoro.

Quindi, DJ di tutta Italia (e magari, d'Europa), se volete farvi gli affari miei e siete curiosi di sapere qualunque cosa su di me, non esitate a chiamarmi. Sarò felicissimo di rispondere a qualunque vostra domanda: sono sempre pronto ad alimentare il mio infinito egocentrismo.

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A patto che la vostra telefonata inizi con "GOOOOOOOOOOOOOOOD....."

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