Iniziare a suonare: classica o elettrica?

Iniziare a suonare: classica o elettrica?

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La domanda più comune che mi viene posta quando un genitore mi chiama per avere informazioni sul corso di chitarra per il proprio figlio, dopo "Quanto costa?" e prima di "Posso lasciare lì con te il cane mentre mio figlio fa lezione?", riguarda sicuramente la tipologia di chitarra con cui iniziare a suonare. E la maggioranza è fermamente convinta che la chitarra classica sia una scelta obbligata per acquisire l'esperienza necessaria a padroneggiare uno strumento elettrico.
Ma quali sono le motivazioni di fondo che portano a questa conclusione? Come si è diffuso questo pensiero comune? Qual'è la scelta migliore? E perché non è una buona idea lasciarmi in affidamento il cane?

L'occhio vuole la sua parte

Ammettilo. Se ti stai facendo questa domanda, è perché vuoi suonare la chitarra elettrica. Altrimenti avresti già acquistato la classica, seguendo il pensiero comune, e non ti porresti il problema.
Non ti preoccupare, sei in grande compagnia: un buon 95% degli studenti che ho avuto nel corso degli anni sono passati a uno strumento elettrico. E la motivazione è chiara: la chitarra elettrica è una figata da tenere in mano. Da un tono. I media te lo dicono da sempre. Quando vuoi suonare la chitarra, ti immagini su un palco, con migliaia di fan che urlano il tuo nome, come Van Halen dei bei tempi andati. Non di assomigliare a Segovia, che sembra lo zio rompiballe che ti rompe le scatole quando ti fai un selfie, perché "ai miei tempi saltavamo i fossi per lungo".

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Anche se Andres con gli occhiali in stile Bono ha il suo bel perché.

Il periodo critico vola via in un battibaleno

Il problema principale di chiunque inizi a suonare è il primo maledetto mese in cui le dita fanno tutto tranne quello che si cerca di costringerle a fare. E come se non bastasse, alla coordinazione si aggiunge anche la dannata tensione delle corde che ci affatica la mano come arrampicatori anche solo per suonare Fra Martino Campanaro.
Il mio compito fondamentale in questo primo momento è cercare di giustificare la sofferenza. Come quando da bambino ti convincevano a farti legare un filo attorno al dente da latte per poi strappartelo. Solo che il dente rimane attaccato un mese, e provi a staccarlo 15-20 minuti al giorno.

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"Tranquilla, sentirai dolore solo per 10 ore!"

Un bambino che si immagina di finire la lezione suonando una canzone e torna a casa con le dita che gli fanno male è una situazione tipica del primo periodo. Anche diversi adulti si fanno spaventare dalla difficoltà iniziale. L'abilità dell'insegnante sta nel gestire la situazione e cercare qualche espediente per fargli sopportare il primo periodo. La chitarra elettrica è un grande alleato in questo, dato che le corde risultano meno difficili da premere e il manico è generalmente più comodo da tenere in mano.

Il piacere di suonare senza compromessi

Sei in pizzeria ad aspettare una tonno e cipolla, e ti arriva una diavola. A volte alzi le spalle e mangi ugualmente, altre volte rimandi indietro e pretendi di avere ciò che hai chiesto. In entrambi i casi, rimani amareggiato, perché ti aspettavi una cosa e invece te ne arriva un'altra.
Immagina invece quest'altro scenario: in pizzeria ordini una tonno e cipolla, ma il cameriere ti dice che se la vuoi, prima devi tornare alla stessa pizzeria una volta a settimana e ordinare la diavola per almeno 5-6 mesi.

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E per esercitarti, mangia 2-3 salamini durante la settimana.

Se ti piace anche la diavola, e la pizza è pure buona, magari lo fai. Ma non tutti avrebbero la stessa tenacia di arrivare alla tanto agognata tonno e cipolla.
Con la chitarra succede la stessa cosa. Nella preparazione musicale, se si mira ai livelli più alti, ogni cosa contribuisce alla nostra cultura e aggiunge delle capacità a ciò che sappiamo fare. Ma questo non toglie che partire da un'idea e ottenere una realtà diversa da quello che volevamo sia frustrante.
Questa circostanza è alquanto singolare. Perché a chi vuole suonare la tromba, non si consiglia di iniziare dall'armonica a bocca? Perché prima del contrabbasso non si suona il violino? Dal mio punto di vista, ogni musicista dovrebbe suonare un minimo di batteria prima di intraprendere lo studio di qualunque strumento, perché la coordinazione è fondamentale in ogni ambito musicale. Ma se la batteria non è tra le mie aspirazioni maggiori, nulla vieta di sviluppare questa competenza direttamente con lo strumento che mi piace. Se mi piace il basket, fare un corso di nuoto è sicuramente utile per sviluppare la resistenza. Troverei però paradossale se l'allenatore mi dicesse che prima di tirare una palla in un canestro devo saper fare 2 vasche in apnea.

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Le casacche sono larghe per nascondere i costumi da bagno.

Ho vissuto personalmente lo scenario in questione quando iniziai a suonare. La mia conclusione è che al tempo, non essendo ancora sviluppata particolarmente la didattica chitarristica moderna, gli unici ad avere una qualche attestazione dello studio svolto sullo strumento erano i diplomati al conservatorio. Le scuole, non potendo essere certe delle capacità didattiche di un chitarrista elettrico, si dovevano necessariamente affidare ai chitarristi classici. Quindi, all'assenza di un'offerta specifica di un servizio, veniva proposto qualcosa di compatibile. E quando diventa una prassi in tutte le scuole di musica sul territorio (soprattutto nei paesi di provincia: le grandi accademie di musica moderna presenti oggi si stavano ingrandendo, ma principalmente nelle grandi città), il concetto "prima la classica e poi l'elettrica" diventa un residuo culturale di fatto.

Par condicio

Sarei un disonesto se però non esponessi alcune considerazioni a favore della cara vecchia chitarra classica.
Il costo di una classica entry level è nella maggior parte dei casi inferiore a quello di una chitarra elettrica, a cui va aggiunta sempre la spesa per l'amplificatore.
In più la chitarra classica pesa meno dell'elettrica e questo la rende più trasportabile e facilmente impugnabile dai bambini. Si può portare sempre con se senza troppe difficoltà. Senza contare che, non necessitando di amplificazione, può essere suonata appena estratta dalla custodia.

Quindi, nell'indecisione, se attaccare un cavo può essere un deterrente al suonare e se ho a disposizione un budget ridotto, la classica è la risposta giusta.
In tutte le altre circostanze, procuratevi un'elettrica senza esitazione.
E per quanto riguarda i cani, vanno pazzi per le corde che sfregano contro la loro testa, compromettendo la riuscita corretta della vostra lezione.
Vi ho avvisati.

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"Mi piace di più quando arpeggi in Sol-7!"

Comment ( 1 )

  • TIZIANO ROSSI

    Dormi di notte per scrivere tutte queste considerazioni?
    Complimenti.

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