Gli insegnanti dovrebbero essere pagati di più.

Gli insegnanti dovrebbero essere pagati di più.

Ci sono alcune categorie di persone con cui non possiamo, in una vita, non avere a che fare. I medici per esempio, che anche se siamo sempre sani come pesci ci permettono di venire alla luce. O i becchini, che fanno il lavoro opposto, ma non meno utile.

Una di queste categorie sono proprio gli insegnanti. A meno che non viviamo in un paese del terzo mondola figura di una persona che ci illustra come imparare una qualunque disciplina, dal leggere, allo scrivere, al tenere il ritmo con le ascelle.

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Capolavoro.

Qualunque sia la nostra aspirazione, abbiamo bisogno di qualcuno che ci conduca verso una certa direzione, per darci le basi necessarie al raggiungimento dei nostri obiettivi.
Ma essere insegnanti è solo questo?

Marchiatura a fuoco

Io credo che ognuno di noi si ricordi i suoi insegnanti preferiti, come penso che tutti ci ricordiamo anche i docenti che odiavamo. A volte per affinità di idee o di concetti, a volte per completa incomprensione della materia spiegata, si arriva a provare sentimenti pienamente contrastanti per la persona che ci sta davanti, fino ad arrivare alla considerazione finale: nella peggiore delle due ipotesi descritte, nella nostra testa pensiamo di aver davanti un cattivo insegnante.

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Anche se a volte non tutto il male vien per nuocere.

E' molto difficile stabilire una linea effettiva di qualità nell'insegnamento dal lato dello studente mentre sta frequentando quotidianamente la scuola, perché la sua valutazione potrebbe essere poco obiettiva: se lo studente ha un brutto periodo personale, anche l'insegnante diventa parte di questa negatività, e gioca semplicemente un ruolo di appoggio nel momento da questi vissuto.

Rimane comunque chiaro che se l'insegnante è una persona che rimarrà impressa nei nostri ricordi per sempre, sia necessaria la creazione di figure adeguate a sostenere questo incarico. Questo aspetto rende necessaria una selezione adeguata in primis e un continuo aggiornamento dei programmi didattici svolti, tenendo comunque in considerazione anche l'aspetto umano di chi ci troviamo davanti. Perché per quanto allettante possa essere per un adolescente avere una professoressa in stile Cameron Diaz, sarebbe più utile se in età adulta si ricordasse delle importanti nozioni che lo hanno spinto alla maturità personale, piuttosto che le proprie interminabili sessioni onanistiche stimolate dalla visione della prof.

Cultura e... prestigio?

Non tutte le professioni hanno, agli occhi delle persone comuni, la stessa appetibilità. Medici, dirigenti, grandi imprenditori sono solo tre delle categorie lavorative che vengono più venerate e rispettate dalla comunità. Alcuni lavori non vengono nemmeno percepiti come tali: quando dico di essere un musicista, molto spesso mi chiedono qual'è il mio vero lavoro.

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"Sì ci siamo già conosciuti! Hai presente il tipo vestito da scimmia a cui hai lanciato una moneta, vicino a quello che cercava di suonare un cono spartitraffico? ero io!"

Ogni tanto ho la sensazione che alcuni, detestando il loro lavoro, non riescano a percepire la possibilità che una professione possa essere piacevole. Pertanto, difficilmente riescono ad ammettere, anche a loro stessi, che esistano lavori che diano soddisfazioni personali ("... tanto di musica non si vive!"). Ma tralasciamo questa personale considerazione per giungere al punto della faccenda: se il lavoro dell'insegnante fosse visto come un impiego prestigiosodalla collettività, grazie a un sistema di selezione molto approfondita, sia culturale sia personale. Ed è proprio su questo secondo punto in cui bisognerebbe concentrarsi: troppo spesso diamo per scontato che un individuo con una cultura immensa possa essere in grado di trasmetterla senza difficoltà agli altri, individui o collettività che siano. Altre volte ci basiamo sulle capacità in ambito professionale dell'insegnante per decretarne le potenzialità anziché cercare di concentrarci sul piano strettamente didattico. Va da se che, applicando una scrematura proprio alla radice della scelta dei didatti, si possa col tempo aumentare la stima che ripongono le persone nella figura dell'insegnante, in quanto si ha la certezza che dietro a una cattedra sia seduta una persona non solo preparata riguardo alla propria materia di insegnamento, ma anche in grado di gestire situazioni personali e (all'occasione) eventuali esternazioni emotive degli allievi.

Percezione economica

Può essere sufficiente una selezione adeguata per far capire a tutti che l'insegnante ha un ruolo importante nella nostra società?
Assolutamente no. Serve un modo molto più diretto, veloce ed efficace per dimostrare alla collettività l'importanza di un ruolo.

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No, non sto parlando di questo.

E quale modo migliore se non il caro vecchio denaro? E' un elemento che ci accomuna tutti, dai bambini agli anziani: più una persona guadagna, più è visibilericonoscibile all'interno della società (anche solo grazie al passaparola degli invidiosi...).
Uno stipendio più alto della classe insegnante renderebbe questo lavoro in primis più ricercato. Se a questo si aggiunge una miglior selezione, come già descritto prima, potremmo a distanza di qualche generazione elevare la condizione del didattaa un livello superiore tutti i livelli di istruzione.
So che il mio è un punto di vista opinabile, ma trovo assurdo che lo stipendio di un docente universitario, che si trova davanti a degli individui già adultiformati caratterialmente, sia più alto di quello degli insegnanti delle scuole elementarimediesuperiori. Questo è un esempio di come non venga assolutamente attribuito un valore alle capacità umane dell'insegnante, ma piuttosto venga esaltata semplicemente la sua capacità a livello culturale.

L'attuale situazione...

... è invece molto, molto diversa. In peggio.

Secondo quanto riportato dai dati del 2018, nonostante sia stato previsto un aumento di stipendio, la paga degli insegnanti italiani è incredibilmente più bassa rispetto ai loro colleghi del resto dell'Europa (considerando non solamente il valore in Euro ma tenendo in considerazione il potere d'acquisto in base alla propria nazione di appartenenza).
E' molto breve la strada che conduce le persone a trovare in questa professione un semplice ripiego e non una vera e propria ambizione nella vita, se questo impegno non viene riconosciuto in modo adeguato e se non c'è una selezione di un certo tipo.

Io, nel mio piccolo, cerco di essere un insegnante al meglio delle mie capacità. Giusto ieri ho avuto la possibilità di tenere una lezione in un liceo della zona, in cui (con la collaborazione di un'amica, insegnante di fisica nella scuola stessa) abbiamo illustrato alcuni fenomeni fisici prima graficamente e poi nella pratica, facendo ascoltare agli studenti ciò che fino a prima era semplicemente una linea in un grafico. La lezione è proseguita con un ascolto guidato di brani musicali per far comprendere la complessità della registrazione in studio, e quanta qualità viene persa attraverso la compressione audio che riscontriamo ascoltando la musica tramite YoutubeSpotify e compagnia bella.
Non era la prima volta che parlavo a una collettività (anche se nel mio lavoro la maggior parte delle lezioni sono individuali), però non ero mai stato inserito in un contesto classe finora. E' incredibilmente affascinante come questa situazione sia simile a un teatro, dove non si è semplicemente il protagonista dello spettacolo ma si ha una certa interattività con il pubblico. Posso solo immaginare come un insegnante che vede quotidianamente una classe possa vedere amicizie che nascono e che si infrangono, litigi, creazione di piccole comunità interclasse e chi più ne ha più ne metta. Senza contare poi la grande possibilità, per l'insegnante stesso, di rimanere aggiornato su come funziona il mondo al di fuori della propria cerchia di amicizie, che spesso una volta creata ci fa vivere in una bolla in cui ci circondiamo solamente di ciò che ci fa comodo.

Insegnare non è solo cultura, ma è anche piacere della condivisione e dello scambio, ma soprattutto la presa di coscienza di avere qualcosa da imparare anche da chi, di solito, si limita ad ascoltarci.
Un mestiere così complesso merita, decisamente, un riconoscimento economico adeguato.

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In foto: una tipica riunione in sala insegnanti dopo l'aumento degli stipendi.

P.S.: ringrazio di cuore la prof. Stefania Lippiello e la classe 4°I scienze umane, ispiratori di questo articolo e che hanno contribuito (chi collaborando, chi assistendo) a farmi passare un paio d'ore di lezione davvero divertenti :)

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